Circo Interiore

Qui tra paglia e segatura, l’anima mia è un’arena vuota.
Risuona il silenzio dove un tempo,
il cuore era una giostra di luci, un carosello d’attese.
Ora c’è solo un tendone che crolla,
un sipario pesante di disincanto che mi svuota.

Ho creduto d’essere la visione,
la prima donna di questo circo dell’amore.
L’ingenua con le mani tese, pronta ad afferrare
la palla lanciata da un giocoliere perverso.
Ma ogni palla era una promessa vuota, ogni caduta un’amarezza
che mi ha spogliata di ogni certezza, rendendomi facile preda.

E i clown, ombre senza trucco, con risate di ghiaccio,
non mi hanno mai fatto ridere, no.
Hanno puntato il dito sui miei sogni più veri,
sulla mia speranza, e l’hanno fatta a brandelli
sotto gli occhi di una platea muta, che sono io,
unica testimone di questa demolizione.
Sono un’eco di applausi mai dati,
il fondo di una coppa di vino amaro.

I funamboli… li vedo ancora.
Incedono a metri d’altezza su un filo teso,
mentre io, quaggiù, non trovo l’equilibrio.
Mi guardano dall’alto con un ghigno sprezzante,
si beffano della mia vertigine, della mia paura.
Per loro, la mia caduta è solo uno spettacolo,
il tonfo sordo di un’anima che si rompe.
Sono l’equilibrio mancato, la stasi del mio esistere.

Sono la gabbia dei leoni, ma senza leoni.
Senza graffi, senza ruggiti.
Solo un odore stantio di speranze morte,
di porte chiuse, di sogni che non hanno mai visto la luce.
La mia anima, un circo spento, le cui luci non riaccenderai.
Mai più.

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Una risposta a “Circo Interiore”

  1. Avatar marie

    Bonjour elle est bien jolie cette image , bon Lundi amicales pensées MTH

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