Cascata d’Amore  Parte VIII

Il palazzo reale apparve a Valerio come una montagna di marmo e luce, un luogo dove persino il suono dei suoi passi sugli specchi di pietra sembrava un atto di ribellione. Eppure, Eliana camminava al suo fianco con la mano salda nella sua, ignorando i sussurri dei cortigiani e lo sguardo sbalordito dei dignitari.
​Quando le porte della Sala del Trono si spalancarono, il Principe sedeva in fondo, con il volto segnato dalle preoccupazioni del regno. Vedendo la figlia entrare con un giovane vestito di umile panno, la sua espressione si fece severa, quasi d’ombra.
​— «Eliana,» — esordì il sovrano con voce profonda, — «mi è stato detto che hai difeso questo ragazzo contro la mia guardia. Spero per te che ci sia una ragione che vada oltre l’imprudenza della giovinezza.»
​Eliana non chinò il capo. Con un orgoglio che le faceva brillare gli occhi, avanzò fino ai piedi del trono e posò il diario di pelle e la goccia di legno intagliata sul tavolo di mogano del padre.
​— «Padre,» — disse lei, e la sua voce risuonò chiara in tutta la sala, — «non è l’imprudenza ad avermi guidata, ma la gratitudine. Questo giovane si chiama Valerio. È il nipote dell’uomo che ti strappò alla furia del fiume quando eri giovane. Ho trovato la sua storia nelle tue stesse parole.»
​Il Principe si irrigidì. Aprì il diario con dita tremanti, leggendo quella pagina ingiallita che conosceva a memoria. Poi, prese tra le mani la piccola goccia di legno intagliata da Valerio. Ne riconobbe immediatamente lo stile: la stessa mano sapiente, lo stesso amore per il dettaglio che caratterizzava il ciondolo che sua moglie aveva portato fino all’ultimo giorno.
​Il sovrano si alzò lentamente dal trono. Il silenzio nella sala era così assoluto che si sarebbe potuto sentire cadere uno spillo. Si avvicinò a Valerio, che restava immobile, con il cuore che gli batteva nel petto come un uccello in gabbia.
​Il Principe guardò il ragazzo negli occhi, cercandovi i lineamenti dell’uomo che gli aveva salvato la vita. Poi, con un gesto che lasciò la corte senza fiato, posò una mano sulla spalla di Valerio e chinò leggermente il capo.
​— «Il debito di un Principe non scade mai con il tempo,» — disse il sovrano con solennità. — «Ho cercato la tua famiglia per anni, ragazzo. Temevo che la foresta avesse inghiottito ogni traccia del mio salvatore. Sei il benvenuto nella mia casa, non come ospite, ma come colui a cui appartiene una parte di questo regno.»
​Eliana guardò Valerio e un sorriso di puro trionfo e amore le illuminò il volto. Era riuscita a unire i due mondi che amava: la verità del bosco e il dovere della corona.

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