Il tempo parve scorrere lento come resina su un tronco nei tre giorni che seguirono. Valerio trascorse ogni ora libera nel suo piccolo laboratorio, le dita sporche di segatura e il cuore leggero. Non voleva portare un semplice pezzo di legno; voleva portare un pezzetto di anima.
Quando il sole iniziò finalmente a calare, tingendo il cielo di un viola profondo, Valerio tornò alla cascata. Lei era già lì, seduta sulla solita roccia, ma questa volta indossava un abito semplice, verde come le foglie di felce, per confondersi con la macchia.
— «Temevo che il peso del tuo segreto ti avesse trattenuto,» — esordì Eliana, alzandosi con un sorriso radioso.
— «Nessun segreto è più pesante della curiosità di rivederti,» — rispose Valerio, avvicinandosi. Con un gesto quasi solenne, le tese un piccolo oggetto avvolto nel nastro azzurro che lei gli aveva donato. — «Ho portato ciò che ti avevo promesso.»
Eliana sciolse il nastro. Nel palmo della mano apparve una piccola scultura in legno di melo: non era un giglio, come quello di sua madre, ma una riproduzione perfetta e minuscola di una singola goccia d’acqua che si infrange, così dettagliata che sembrava potesse bagnare le dita.
— «È… incredibile,» — sussurrò lei, sfiorando le venature levigate. — «Come hai fatto a rendere il movimento in qualcosa di così fermo?»
— «Pensando a te sotto la cascata,» — ammise lui con una sincerità che lo fece arrossire di nuovo. — «A come l’acqua ti apparteneva.»
Eliana allora aprì una borsa di cuoio che teneva accanto a sé ed estrasse un libricino rilegato in pelle sbiadita. — «E io ho portato questo. È il diario di gioventù di mio padre. Ho trovato una pagina datata l’anno della Grande Piena. C’è scritto: ‘Oggi la mia vita è stata comprata con il prezzo più alto. Un uomo il cui nome sa di terra e di cielo mi ha strappato al fiume. Non potrò mai ripagarlo, se non amando la mia vita quanto lui ha amato il suo coraggio.’»
I due si sedettero vicini, con il fragore dell’acqua a fare da scudo contro il resto del mondo. Per ore, mentre la foresta si riempiva dei suoni della notte, Valerio ed Eliana smisero di essere un artigiano e una principessa. Erano solo due rami dello stesso antico albero, finalmente ricongiunti.

4 risposte a “Cascata d’Amore Parte VI”
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I am reminded of Hester Prynne and Arthur Dimmesdale meeting in the forest, away from Salem, in THE SCARLET LETTER.
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Molto bello e delicato l’intero racconto, grazie per avercelo donato ❤️
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Bonjour bon Jeudi, amitiés MTH
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Questo brano trasmette una sensazione di dolcezza, calma e profonda connessione emotiva. La descrizione del tempo che scorre lentamente e del lavoro paziente di Valerio nel suo laboratorio crea un’atmosfera intima e autentica. Il dono che realizza non è soltanto un oggetto, ma un simbolo dei suoi sentimenti e della sua ammirazione per Eliana.
Particolarmente riuscito è il contrasto tra la semplicità dei personaggi e la forza delle emozioni che condividono. La piccola scultura della goccia d’acqua rappresenta perfettamente il tema centrale del racconto: catturare qualcosa di vivo e fugace in una forma duratura.
Anche il diario del padre di Eliana aggiunge profondità alla storia, collegando il passato e il presente attraverso il tema della gratitudine e del coraggio. Il finale, con i due giovani che smettono di essere un artigiano e una principessa per diventare semplicemente due anime unite, è poetico e suggestivo.
Nel complesso, è un passaggio elegante e coinvolgente, ricco di immagini evocative e sentimenti sinceri.

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