Il rumore della metropolitana sotto i piedi sembrò svanire, mentre il nome di lei premeva contro i denti come un segreto antico. Fu lui a rompere il vetro di quel silenzio che pareva eterno, con un sussurro che sapeva di neve russa e di un lontano inverno: “Katya…” disse soltanto, e il nome vibrò nell’aria di New York, portando con sé il profumo del pane nero e il rombo dei motori.
Lei sussultò, la borsa stretta al petto come uno scudo di cuoio, le labbra tremanti mentre il suo mondo mutava di colpo binario: “Thomas,” rispose lei, e la voce era un filo di seta pura, ancora carica di quella stessa, dolcissima paura.
Lui fece un passo, dimentico del mondo, di ogni dovere, mentre la moglie, accanto a lui, sentiva il cuore di lui battere. “Sei qui… come è possibile?” chiese lui con gli occhi lucidi, mentre i ricordi li avvolgevano in cerchi concentrici e rapidi. “Il destino mi ha dato un lavoro, una nave, una speranza,” disse lei, “e forse cercavo te in ogni volto, tra le strade di questi giorni miei. Mio marito… non c’è più, la guerra ha preso anche il suo respiro, e io sono rimasta sola a guardare il mondo dal mio ritiro.”
Thomas sentì un brivido, la libertà di lei era un richiamo potente, mentre sentiva la mano di sua moglie lasciar la sua, dolcemente mentre li osservava, non con odio ma con occhi chiari, intuendo che tra loro scorrevano fiumi profondi e binari.
“Thomas,” disse la moglie con un tono di curiosita’, “non lasciare che questa conversazione resti smarrita. Il suo sguardo dice quello che il tuo cuore ha sempre taciuto, parlate, date un nome a tutto ciò che tra voi è accaduto.” Lui guardò la moglie, poi tornò a Katya, la sua anima persa, in quella strada affollata che sembrava ormai una terra diversa.
“Cosa siamo ora, Katya?” chiese lui, quasi fosse un bambino, mentre il sole benediceva il loro cammino. “Siamo vivi,” rispose lei, accennando un passo verso di lui, “siamo due sopravvissuti che non vogliono più essere bui.” Le mani si sfiorarono, un tocco elettrico che bruciò il presente, mentre la guerra, finalmente, moriva nelle loro menti per sempre.


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