Non badate a me
perché mi dileguerò tra la folla da dove sono venuta,
quando l’anima soffocherà nell’usurante normalità
fuggirò verso ciò che voi non potete avere;
non badate a me
perché io farò di tutto per tornare alla vita perduta,
in silenzio svanirò, fra dolori e pianti ricolmi di falsità,
ed allora neanche Dio sul mio cuore avrà più potere.
Io con il mio smarrimento
vagheremo notti e notti, sotto una luna vagabonda come noi,
e forse piangerò guardando le stelle,
nel cuore un’esplosione, il ricordo di un’immagine o di un semplice nome.
Ed all’alba un solo pentimento,
lo sai anche tu anima, insegui orizzonti lontani e poi
basta un alito di vento che ti sfiori la pelle
e torni con la mente al tuo essere,
al tuo tormento.


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