Il silenzio del bosco si spezza di un soffio,
un passo sospeso tra le felci e l’ombra,
mentre un giovane giunge, d’incanto prigioniero,
lì dove il vapore ogni senso ingombra.
Egli ristà, muto, sul ciglio del mondo,
col fiato sospeso tra le labbra socchiuse;
non osa il respiro, non cerca il confronto,
davanti a quella grazia che non ammette scuse.
I suoi occhi sono naufraghi nel candore:
vede l’acqua farsi veste e la pelle farsi luce,
mentre il battito accelera, rintocco di tamburo,
verso quella visione che al sacro lo conduce.
Non è desiderio che lo spinge a guardare,
ma lo stupore puro di chi scopre una stella;
vede in lei l’anima del bosco palpitare,
così libera, così vera, così terribilmente bella.
Resta immobile, spettatore di un rito,
sentendosi piccolo dinanzi a tal purezza;
un istante eterno, nel tempo infinito,
dove il cuore impara il peso di una carezza.

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2 risposte a “Cascata d’Amore Parte I”
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Si legge forza e delicatezza nelle tue parole. E ancora un dignitoso moto di lussuria e mistero svelato ad occhi nuovi. Mi piace come scegli le parole.
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Bonjour bonne journée amitiés MTH

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