Il ritorno a casa fu un corteo funebre di gesti consueti, il rumore delle posate sul piatto come piccoli urti segreti. Cenarono nel silenzio che precede le tempeste o i definitivi addii, mentre Thomas cercava nel fondo del bicchiere i giorni suoi e di lei. Sua moglie mangiava con eleganza rabbiosa, una vittoria di cenere, mentre lui sentiva addosso l’odore della pioggia che non vuole scendere.
Poi venne la notte, una stanza che profumava di lavanda e di dovere, lei si avvicinò nel buio, cercando di riprendersi ciò che credeva di avere. Lo cercò con la bocca, con le mani, con una fretta quasi disperata, come a voler cancellare col corpo l’ombra dell’altra, l’intrusa amata. Lui la lasciò fare, un guscio vuoto abbandonato sopra le lenzuola, mentre la mente fuggiva via, dove il ricordo ancora lo consola.
Non era fare l’amore, era un rito di possesso, un grido sordo, mentre lui, a occhi chiusi, naufragava nel più dolce ricordo. Sentiva sulla pelle non le mani della sua sposa, ma il fuoco di Katya, rivedeva quel seno bianco, quella passione che non si placa. Immaginava le sue labbra che sapevano di terra e di vento russo, quella forza selvaggia che lo faceva sentire uomo, senza lusso.
Con Katya era stato un incendio, un incastro di anime e di ossa, un respiro solo che li spingeva oltre ogni trincea, oltre ogni fossa. Con lei non servivano istruzioni, era un istinto puro, un ritorno, un’esplosione di vita che non temeva la luce del giorno. Ora, in quel letto coniugale, Thomas si sentiva un traditore di sé, mentre il piacere era solo un’eco lontana, un riflesso del perché.
Finì nel silenzio, un atto compiuto per inerzia o per dolore, mentre la moglie si alzò per andare in bagno, lavando via quel poco calore. Lui scivolò fuori dalle coperte, trascinando il suo corpo stanco, si avvicinò alla finestra, lasciando il letto vuoto e bianco. Fuori, New York era una distesa di luci fredde e di ombre scure, e lui guardava il buio cercando il profilo di lei tra le alture.
“Dove sei ora, Katya? In quale soffitta, in quale strada affamata?” pensò Thomas, sentendo l’angoscia come una corda strozzata. Ogni respiro in quella casa era un mattone sopra il suo cuore, ogni minuto senza di lei era un furto al suo unico, vero onore.


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