Salgono piano, mentre il soffio del fuoco scaccia il peso della terra. In quel cesto di vimini, sospeso tra le nuvole e il nulla, non c’è più il rumore del mondo, ma solo il battito di due cuori che si riconoscono.
Sotto i loro piedi la vita scorre come un nastro di seta: vedono il passato nei solchi dei campi, memoria di fatiche e di radici profonde; toccano il presente nel calore delle loro mani intrecciate, un istante che brilla come il riflesso del sole su un fiume.
Lassù, l’aria è pulita. Le cattiverie degli uomini sono solo polvere lontana, le maldicenze restano schiacciate al suolo, incapaci di volare così in alto, piccole macchie scure perse nella vastità del verde.
Si sentono abitanti di un tempo antico, pionieri di un amore che non conosce fretta, mentre il futuro si apre davanti a loro come un orizzonte senza confini, una promessa scritta nel colore del cielo.
Volano liberi, percorrendo la loro intera esistenza in un solo respiro, unici abitanti di un castello d’aria dove regna solo la dolcezza del silenzio.


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