Nel silenzio che si posa
dopo il vento che s’è spento,
la campagna si riposa,
un respiro lento.
I campi aperti, un mare d’oro
sotto il sole che si china,
ogni spiga ha il suo tesoro,
una goccia di rugiada mattutina.
Tra le vigne curve e stanche,
il profumo della terra sale.
Le mie mani non sono bianche,
hanno il segno del lavoro, un segnale.
Sento l’eco di voci antiche
che sussurrano tra i filari,
le storie semplici e fatiche
di padri, madri e dei loro avi.
E il mio cuore, qui, si fonde
con la polvere e con l’erba,
mentre il tramonto inonda
ogni cosa, in una pace superba.


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