La cena era finita, ma la fame che avevano l’uno dell’altra era infinita, un digiuno d’anni che nessuna mensa aveva mai saziato. Si alzarono insieme, come mossi da un’unica marea, mentre l’aria nella stanza si faceva densa, calda, febea. Lui le prese il viso tra le mani, studiando ogni segno del tempo, e lei chiuse gli occhi, abbandonandosi a quel dolce tormento.
Si avvicinarono al letto, quel porto sicuro di lenzuola povere, dove ogni ricordo di guerra stava finalmente per piovere. Non c’era più il gelo della Russia, né il rumore dei confini, solo il respiro di due amanti tornati, d’improvviso, vicini. Lui la spogliò con la lentezza di chi apre un dono sacro, scoprendo quella pelle che per anni era stata il suo simulacro.
Fu un amore disperato, un assalto di carne e di memoria, il corpo di lui che riconosceva in lei la sua sola vittoria. Le sue mani cercavano le curve che aveva sognato nelle trincee, mentre lei lo accoglieva come si accolgono le maree. Ogni bacio era un frammento di storia, un pezzo di vita salvata, la passione esplodeva come una mina troppo a lungo interrata.
Si amavano con la ferocia di chi ha temuto di non trovarsi più, mentre il buio della stanza spariva in un bagliore di gioventù. Il seno di Katya premeva contro il petto di lui, nudo e forte, un battito solo che sfidava il tempo e vinceva la morte. Erano l’uno dentro l’altra, un groviglio di gambe e di sospiri, perduti in quel ritmo antico, lontano dai mondiali deliri.
Lui affondava il volto nei suoi capelli, bevendo l’odore di lei, mentre lei lo stringeva con le gambe, come a dire “sei mio”. Non era solo sesso, era una preghiera di muscoli e di pelle, un grido d’amore che saliva alto, fin sopra le stelle. Sentivano le cicatrici del passato fondersi nel calore presente, mentre l’estasi li travolgeva, violenta, totale, onnipotente.
Si cercarono fino all’ultimo respiro, fino all’ultima goccia di fuoco, capendo che il mondo, senza quel contatto, era solo un gioco. E quando finalmente l’onda si placò, restarono stretti nel buio, due naufraghi salvati che non temevano più alcun rinvio. Thomas sentiva il cuore di Katya battere calmo sul suo fianco, mentre il mattino, fuori, iniziava a farsi di nuovo bianco.
L’amore antico era tornato a vivere, più forte di ogni catena, trasformando in paradiso quella stanza di povertà e di pena.
Fine


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