Riesco a combattere l’uragano che si leva in me
quando l’aria parla di pioggia e di vento,
ma il tuo pensiero no,
lui di notte bussa al mio cuore-rifugio,
e come un cucciolo spaventato l’anima in un angolo trema;
mentre le parole si scrivono su fogli, fogli ed ancora fogli;
il moto ondoso notturno scandisce il tempo inesorabile,
e la luna giovane guarda noi esseri umani, che giochiamo agli immortali
pensando che il nostro vivere parli d’ infinito,
ed allora m’abbandono, mi arrendo al tuo essere eterno in me,
e nel contemplare le lancette immobili dell’orologio,
il vuoto riempie la vita
ipnotizzata ed estasiata di fronte alla tua illimitatezza.


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